Finanziamento dello spettacolo

21 AGO 20
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La querelle degli artisti dello spettacolo verso il taglio deifinanziamenti statali a me sembra facilmente risolvibile.Premesso che una società evoluta sa dare l’importanza che merita allacultura e perciò deve metterle a disposizione dei fondi mi sembra peròaltrettanto importante che quando la cultura produce guadagni sia essastessa a rifinanziarsi. Perciò basterebbe che il ministero della Cultura non desse finanziamenti a fondo perso ma entrasse nell'investimento come socio di capitale e tutti i tasselli tornerebbero al loro posto.Se la produzione artistica si rivelasse un fiasco il socio di capitaleperderebbe il suo investimento.Se altresì la produzione artistica si rivelasse un successo e producesseforti guadagni al socio di capitale spetterebbe la sua parte di utile.Va da se che, essendo il socio di capitale lo Stato, i redditi derivantidal successo di un investimento dovranno (non dovrebbero) essere disponibili per altri investimenti.Insomma si darebbe il via ad un circolo virtuoso che dovrebbe accontentaretutti. A meno che qualcuno non voglia sostenere che le perdite vadano finanziate con i soldi delle tasse dei dipendenti e gli utili vadano convogliati nello star system: ma non credo che gli intellettuali vogliano questo.